Giovani e volontariato

Giovani e volontariato

Caterina si alza alle 6.00 per andare al lavoro e per raggiungerlo deve prendere un treno e un autobus. Il suo lavoro le piace, anche se ammette di essere un po’ stanca per via del viaggio, va d’accordo con i colleghi ed è professionalmente gratificata. A casa l’aspetta quasi sempre un clima sereno e sono tanti gli amici con i quali condivide bei momenti. Caterina però sente che le manca qualcosa e dopo essere stata assunta in quel bell’ufficio, fa richiesta del part-time per realizzare quello che era un sogno nel cassetto fin da piccola: aiutare gli altri. Caterina bambina aveva sempre come compagno di banco un bambino con qualche handicap, perché lei aveva questo dono naturale di prendersene cura che sembrava nata soltanto per questo. E così prima di rincasare, subito dopo il lavoro, Caterina si toglie l’abito da impiegata ed indossa quello di volontaria presso un centro per ragazzi disabili della sua città. Con loro passa quasi tutto il pomeriggio - e come passano veloci quelle ore! - ci tiene a sottolineare lei senza eccessiva enfasi. Caterina aiuta questi ragazzi meno fortunati di lei nella loro quotidianità che, per persone cosiddette normali possono essere soltanto noiosi gesti routinari, ma per molti di loro possono diventare vere e proprie difficoltà. Ed ecco che allora può diventare un’impresa anche togliersi le scarpe o lavarsi la faccia, farsi il fiocco alle scarpe o salire sopra uno sgabello. Caterina li osserva ed ha sempre un sorriso strano sul viso che accompagna il suo muoversi accanto a loro come le note di una dolce melodia. Non smetteresti mai di guardarla, perché senti che ti fa bene al cuore. Caterina, 22 anni, fa parte di un piccolo esercito, quasi invisibile, di ragazzi volontari che operano nel sociale. Quasi invisibile perché la maggior parte dei volontari assidui sono collocati nella fascia di età compresa tra i 46-65 anni, corrispondenti al 38,4%, mentre i giovani, al di sotto dei 30 anni, sembrano corrispondere soltanto al 8,3% delle unità. E’ una piccola percentuale che sembra però destinata a crescere. Questi giovani hanno una vita normale, lavorano o studiano, si divertono, amano stare in compagnia e fanno sport. Ma chi sono i volontari ? Si definiscono volontari le persone fisiche che mettono la loro disponibilità al servizio della comunità, in maniera spontanea, gratuita e disinteressata. I volontari spesso operano all’interno di associazioni ed organizzazioni iscritte ad albi e registri pubblici, che collaborano stabilmente con i soggetti pubblici sotto varia forma ma principalmente in convenzione. Molti di questi volontari operano all’interno di organizzazioni di tutela dei consumatori e degli utenti, di difesa civica, di autogestione di servizi e di attività di promozione sociale, come nei centri sociali e centri anziani, nei circoli ed in altre forme organizzative. Nel nostro Paese la realtà del volontariato è sempre stata presente ancor prima dell’unità nazionale. Basti pensare come, di fronte alle grandi emergenze sociali, i cittadini si siano sempre organizzati per rispondere concretamente ai bisogni presenti nel territorio, come ad esempio le tante caritas attivate dalla Chiesa Italiana a favore della popolazione più povere in periodi di assoluta assenza di intervento dello Stato o alla rete capillare della Società Opere di Mutuo Soccorso. Il volontariato moderno degli ultimi trent’anni ha subito un inevitabile processo di trasformazione che ha camminato di pari passo con l’evolversi di tutta la società. E se la società di oggi sembra allungarsi come un’ombra sul futuro incerto di molti adolescenti, la presenza di questi ragazzi, che si dedicano al volontariato in ambito sociale, fa ripensare con ottimismo a quei valori che sembravano ingoiati dal mostro del tempo moderno. A quei valori di comunione e solidarietà, sinonimi di calore e amore per troppo e a lungo dimenticati. L’auspicio di tutti gli operatori del settore e soprattutto delle persone che beneficiano dell’importante ruolo svolto da questi volontari, è senz’altro quello di vedere aumentare quella piccola percentuale di ragazzi che con energia e partecipazione si dedicano agli altri.